Una nuova terapia tutta italiana per far ricrescere i capelli

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Gambe in Gamba Magazine: nuova terapia italiana per far ricrescere i capelli

In gergo si chiama “alopecia androgenetica”, è la più comune delle calvizie e fa disperare sia uomini che donne, giovani o più avanti con gli anni. La notizia è che ora la si può combattere senza i famosi “trapianti” di follicolo.

I ricercatori dell’Istituto dermopatico dell’Immacolata (Idi) Irccs di Roma hanno messo a punto una terapia biologica e cellulare basata sull’infiltrazione di derivati del sangue. Lo studio è stato pubblicato dalla rivista americana Dermatologic surgery, che spiega l’efficacia della terapia e mette in evidenza l’importanza delle piastrine e di alcune proteine presenti nel sangue concentrate tramite un emoconcentratore progettato e prodotto da una azienda italiana. L’emoderivato, iL-PRF, è un plasma ricco di piastrine, globuli bianchi e fibrina. Lo studio è il più importante per numero di pazienti, mai realizzato.

In parole povere, il meccanismo prevede un prelievo di sangue al paziente che viene trattato con l’uso dell’emoconcentratore e da cui si scinde il plasma ricco di piastrine, globuli bianchi e fibrina. Questo concentrato viene quindi iniettato nella zona della testa dove c’è stata la caduta di capelli.

La terapia può essere usata più volte, non ha effetti collaterali se non in alcuni casi sensazione di gonfiore o bruciore tra le 48 e le 72 ore successive e si risolve spontaneamente. La tecnica fa parte della medicina rigenerativa che già da anni viene usata per contrastare alcune malattie come per esempio l’artrosi al ginocchio.

E voi, vi prendete cura della salute dei vostri capelli?

Luca Scaramuzzino è laureato in medicina e chirurgia presso il Campus Bio-Medico di Roma (2016), dove è stato interno per due anni nell'unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva ed ha svolto la tesi sul trattamento delle ulcere. Ha partecipato a numerosi corsi, di scleroterapia e medicina estetica. Attualmente affianca il padre nel suo lavoro di flebologo e con lui condivide numerose passioni tra le quali la fotografia. Ha partecipato alla realizzazione del libro “Alla gente del Mali” (2012) e all'omonima esposizione presso il P.A.N. di Napoli.

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