Piedi: disturbi da calzature sportive

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Gambe in Gamba Magazine: quali sono i disturbi da calzature sportive?

Piedi: ma lo sportivo non dimentichi di asciugarli con molta cura

Questi i disturbi più comuni dovuti all’uso di calzature sportive

Le vesciche consistono in un accumulo di fluido sotto la porzione più superficiale della cute a causa della eccessiva frizione di scarpe nuove o che non si adattano bene al piede. Le zone del piede più colpite sono il calcagno, le sporgenze ossee alla base dell’alluce e sul margine esterno alla base del quinto dito. Il trattamento per le piccole vesciche può essere limitato all’applicazione della borsa del ghiaccio ed è importante ricordare di non rimuovere mai la cute in superficie se quella sottostante non si è completamente rigenerata. Per gli allenamenti o le emergenze sono in vendita in farmacia cerotti specifici che consentono l’utilizzo delle calzature.

Le unghie incarnite si presentano a causa della compressione dell’alluce o delle dita vicino sulla punta della scarpa. La cura prevede l’applicazione di creme disinfettanti e antibiotiche e ha volte la crioterapia. Sono da evitare le calzature con la punta troppo stretta e non bisogna tagliare l’angolo dell’unghia troppo corto.

Tra le infezioni in genere croniche dei piedi degli atleti, la più comune è la micosi detta piede d’atleta. Si presenta con arrossamento, macerazione e tagli. La sudorazione eccessiva favorisce questo genere d’infezione che deve essere curata con antibiotici e antimicotici specifici. Per le prime manifestazioni cutanee sono sufficienti le terapie locali, nel caso invece si tratti di una infezione più grande si assumono farmaci per bocca per brevi cicli. Un’ottima prevenzione consiste nell’asciugare bene i piedi perché l’umidità è il terreno ideale per la nascita delle micosi.

I calli sono ispessimenti della cute frequenti spesso alla base delle dita o al calcagno. Le cause sono la particolare conformazione morfologica di alcuni piedi, (piede piatto, cavo, alluce valgo, dita a martello) sommate alle continue sollecitazioni del piede durante la pratica sportiva. In alcuni casi possono formarsi dei tilomi duri o molli come il cosiddetto occhio di pernice presente di solito tra il 4 e 5 dito. L’utilizzo di pomate cheratolitiche e la crioterapia aiutano a risolvere il fastidio ma è bene consultare un medico.

Luca Scaramuzzino è laureato in medicina e chirurgia presso il Campus Bio-Medico di Roma (2016), dove è stato interno per due anni nell'unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva ed ha svolto la tesi sul trattamento delle ulcere. Ha partecipato a numerosi corsi, di scleroterapia e medicina estetica. Attualmente affianca il padre nel suo lavoro di flebologo e con lui condivide numerose passioni tra le quali la fotografia. Ha partecipato alla realizzazione del libro “Alla gente del Mali” (2012) e all'omonima esposizione presso il P.A.N. di Napoli.

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