Piede: arco piatto o valgo

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Gambe in Gamba Magazine: prevenire il piede piatto e il piede cavo

Arco piatto o valgo, come prevenire?
Fin dall’infanzia è importante la diagnosi

Come prevenire il piede piatto e il piede cavo?
Il piede piatto è uno dei difetti strutturali più diffusi e consiste nell’appiattimento dell’arco plantare, per cui l’intera pianta del piede poggia sul terreno. Le conseguenze sono l’ipotonia dei muscoli anteriori della gamba, i dolori alla schiena, al calcagno, in corrispondenza dell’arco plantare appiattito e le gambe affaticate.

Il piattismo può essere facilmente curato nell’infanzia. Dai 3 ai 6 anni la natura deve essere stimolata a fare il suo corso, ma può trarre grande giovamento dalla ginnastica correttiva come nel caso del piede piatto lasso infantile.

Passata questa età è opportuno intervenire con plantari rigidi, semi-rigidi e conchiglie personalizzate che consentono di ripristinare l’equilibrio delle articolazioni e la corretta deambulazione.

Il piede valgo è caratterizzato da un aumento della volta plantare, è spesso concomitante con le dita del piede in griffe, e con una forte tensione della muscolatura dei flessori plantari.

È quasi impossibile diagnosticarlo prima dei quattro anni a causa dell’eccessivo pannicolo adiposo che ricopre la pianta del piede del bambino.

Per evitare il cavismo è fondamentale il ruolo svolto dalla prevenzione: il tacco delle calzature deve essere eliminato o ridotto e vanno aumentati gli stimoli propriocettivi nei piedi dei bambini per raggiungere uno sviluppo armonico dei muscoli responsabili della posizione eretta e della deambulazione.

Luca Scaramuzzino è laureato in medicina e chirurgia presso il Campus Bio-Medico di Roma (2016), dove è stato interno per due anni nell'unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva ed ha svolto la tesi sul trattamento delle ulcere. Ha partecipato a numerosi corsi, di scleroterapia e medicina estetica. Attualmente affianca il padre nel suo lavoro di flebologo e con lui condivide numerose passioni tra le quali la fotografia. Ha partecipato alla realizzazione del libro “Alla gente del Mali” (2012) e all'omonima esposizione presso il P.A.N. di Napoli.

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