Le deformità del piede: si possono evitare e riabilitare

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Gambe in Gamba Magazine: le deformità del piede: si possono evitare e riabilitare

I medici biomeccanici di tutto il Mondo a Congresso a Napoli

  • Come mai si forma un alluce valgo e da cosa nasce un dito a griffe o a martello?
  • Si possono prevenire?
  • E se già ne soffro posso evitare un loro peggioramento nel tempo?

A queste domande deve rispondere spesso il Dr. Di Stasio, noto podologo biomeccanico napoletano, impegnato nei mesi scorsi, come organizzatore del Congresso Mondiale di Podologia in programma a Napoli.

Le deformità del piede si possono prevenire?

Le deformità delle dita nascono da un problema di appoggio: sono il risultato di un piede piatto o di un piede cavo non curato, e dei compensi posturali che il nostro corpo va a ricercare.
Se si studia la biomeccanica dell’appoggio podalico e si correggono i deficit della deambulazione possiamo prevenire le deformità delle dita del piede o evitare che peggiorino.

Di questo argomento e di tanti altri si è parlato al Congresso Mondiale di Biomeccanica di Napoli che si è svolto al Palazzo dei Congressi dal 27 al 29 aprile 2018: insomma Napoli l’ombelico del Mondo della Podologia. Le tecnologie ed i test diagnostici oggi disponibili ci permettono di capire i problemi di appoggio e di dare terapie efficaci e semplici da usare.

I plantari oggi sono usati dalle modelle e dagli atleti, sono correttivi e piccoli, sottili e confortevoli, a 3/4 e non danno fastidio e risolvono i problemi di appoggio senza dover cambiare le scarpe.

I plantari funzionali correggono l’appoggio biomeccanico ed evitano i compensi che generano deformità all’avampiedel’usura delle cartilagini. Il 90% delle persone anziane ultra settantenni ne soffrono: diffusissimi i problemi al piede ed alle unghie ed alle grandi articolazioni della gamba (ginocchia, anca).

Da recenti dati epidemiologici si evidenzia che anche i più giovani manifestano spesso problemi ai piedi ed alle gambe: il trattamento precoce delle patologie del piede riesce ad evitare problemi sovra-segmentali fino alla colonna vertebrale ed a ridurre o ad evitare anche problemi di carattere venoso. Lo ha ben spiegato il Dott. Lanfranco Scaramuzzino, componente del Comitato Scientifico del Congresso Mondiale.
Una realtà nella medicina preventiva e riabilitativa.

Luca Scaramuzzino è laureato in medicina e chirurgia presso il Campus Bio-Medico di Roma (2016), dove è stato interno per due anni nell'unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva ed ha svolto la tesi sul trattamento delle ulcere. Ha partecipato a numerosi corsi, di scleroterapia e medicina estetica. Attualmente affianca il padre nel suo lavoro di flebologo e con lui condivide numerose passioni tra le quali la fotografia. Ha partecipato alla realizzazione del libro “Alla gente del Mali” (2012) e all'omonima esposizione presso il P.A.N. di Napoli.

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