La terapia anticoagulante

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Gambe in Gamba Magazine: terapia anticoagulante

Nel caso di una trombosi venosa profonda o di una tromboflebite superficiale, la terapia anticoagulante deve essere attentamente controllata con esami della coagulazione; il controllo deve essere effettuato necessariamente dallo specialista o dal medico di famiglia, ma può essere utile sapere che: in caso di terapia eparinica la coagulazione viene controllata eseguendo un test sul sangue, che si chiama Ptt; è necessario inoltre, eseguire periodicamente un controllo delle piastrine.

In caso di terapia con anticoagulanti orali, il controllo viene eseguito con un esame del sangue che si chiama Pt, ma attualmente si preferisce utilizzare un indice standard che si chiama INR. L’INR normalmente è inferiore a 1, ma in caso di terapia con anticoagulanti si deve portare tra 2 e 3. Valori al di sopra del 4 (o al di sotto del 20% di Pt) possono essere responsabili di emorragia.

Durante la terapia anticoagulante, che può protrarsi anche per mesi o anni, è necessario rispettare una dieta costante, per evitare improvvise modificazioni del tempo di coagulazione.

Anche l’assunzione di eventuali nuovi farmaci deve essere sempre sottoposta al controllo dello specialista.

Luca Scaramuzzino è laureato in medicina e chirurgia presso il Campus Bio-Medico di Roma (2016), dove è stato interno per due anni nell'unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva ed ha svolto la tesi sul trattamento delle ulcere. Ha partecipato a numerosi corsi, di scleroterapia e medicina estetica. Attualmente affianca il padre nel suo lavoro di flebologo e con lui condivide numerose passioni tra le quali la fotografia. Ha partecipato alla realizzazione del libro “Alla gente del Mali” (2012) e all'omonima esposizione presso il P.A.N. di Napoli.

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