La psicolibina: l’ultima frontiera del doping mentale

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Gambe in Gamba Magazine: psicolibina, l'ultima frontiera del doping mentale

L’ultima frontiera del doping mentale? Sostanze per potenziare le proprie capacità.

Non preoccupatevi, nulla di pericoloso, ma fa discutere comunque l’idea di utilizzare sostanze “psichedeliche”, anche se in dosi minime e quindi non pericolose.

A suggerirlo è uno studio di Lorenza Colzato, della Leiden University in Olanda, che per la prima volta dimostra come micro-dosi (innocue e senza effetti allucinogeni) di “psicolibina”, che si estrae da particolari tartufi – potenziano la creatività. «Questa e altre sostanze – sostiene Colzato – sono già in uso in America tra i guru dell’informatica nella Silicon valley e i broker di Wall Street proprio per le loro funzioni sulle capacità mentali, ma ad oggi mancava una qualsiasi validazione scientifica». Colzato ha usato micro dosi della sostanza (appena 0,33 grammi) per evitare effetti allucinogeni.

Coinvolgendo 38 persone ha visto che nel giro di 90 minuti dall’assunzione di psilocibina, i partecipanti presentavano un potenziamento delle capacità di pensare fuori dagli schemi e in maniera originale (il cosiddetto pensiero divergente, ad esempio pensare a una comune bottiglia non come a uno strumento per bere, ma come a uno strumento musicale). «Il microdosing – spiega – sembra avere un effetto specifico sulla creatività che svanisce nel giro di alcune ore».

Secondo la scienziata «la sostanza potenzia la creatività aumentando il livello di serotonina, neurotrasmettitore importante sia per il tono dell’umore, sia per la flessibilità cognitiva, cioè per una maggiore adattabilità ai cambiamenti, capacità che è alla base dell’essere creativi».

Luca Scaramuzzino è laureato in medicina e chirurgia presso il Campus Bio-Medico di Roma (2016), dove è stato interno per due anni nell'unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva ed ha svolto la tesi sul trattamento delle ulcere. Ha partecipato a numerosi corsi, di scleroterapia e medicina estetica. Attualmente affianca il padre nel suo lavoro di flebologo e con lui condivide numerose passioni tra le quali la fotografia. Ha partecipato alla realizzazione del libro “Alla gente del Mali” (2012) e all'omonima esposizione presso il P.A.N. di Napoli.

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