Insufficienza Venosa Cronica

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Gambe in Gamba Magazine: Insufficienza Venosa Cronica

L’Insufficienza Venosa Cronica, sinteticamente detta IVC è un’alterazione della circolazione sanguigna degli arti inferiori, la cui causa principale è un difetto di chiusura delle valvole delle vene, che non riescono più ad impedire il reflusso del sangue verso i piedi, specialmente quando si è in posizione eretta. Normalmente la perfetta chiusura delle valvole consente la corretta circolazione venosa del flusso sanguigno che va dal basso verso l’alto, al cuore. Il funzionamento non ottimale della circolazione sanguigna determina un senso di pesantezza alle gambe, gonfiore e persino ulcere nella zona delle caviglie.

Il flusso della circolazione sanguigna, inizialmente, è spinto dal cuore in tutto l’organismo tramite le arterie, e ritorna verso il cuore per mezzo delle vene; nel compiere il percorso di ritorno, in special modo negli arti inferiori, il sangue perde naturalmente parte della pressione iniziale e ha bisogno del supporto e della spinta fornita dai muscoli dei piedi e delle gambe per opporsi alla forza gravità e risalire al cuore.

Per aiutare il reflusso sanguigno, le vene sono dotate di una serie di valvole che si aprono quando il sangue è spinto verso l’alto e si chiudono quando comincia ha ricadere verso il basso. In presenza di un difetto di chiusura delle valvole, il reflusso sanguigno fa più fatica e ristagna, causando un aumento della pressione all’interno delle vene ed una fuoriuscita di liquidi dalle vene ai tessuti, in particolare nella zona delle caviglie. La pelle delle caviglie a causa del ristagno del sangue, dei liquidi e di una cattiva ossigenazione, causa sofferenze alla pelle che diventa sottile e fragile e sulla quale si notano macchie brunastre dovute a piccole rotture di capillari.

Insufficienza Venosa Cronica: soggetti a rischio.

La IVC è un problema molto diffuso nelle civiltà industrializzate, e l’Italia non è da meno, stimando che quasi la metà della popolazione adulta è a rischio di disturbi legati alla Insufficienza Venosa Cronica.

Lo strato di popolazione maggiormente a rischio è quello delle persone in sovrappeso o obese, ma non solo, talvolta le cause si manifestano anche in soggetti di giovane età, in special modo quando in famiglia risultano esserci molte persone con lo stesso tipo di problema.

Per le donne poi, vi sono alcuni momenti della vita, nei quali si può incorrere maggiormente nel rischio di essere soggetti a IVC, in particolare durante la gravidanza o in menopausa e per queste persone è necessario adottare precauzioni e uno stile di vita adeguato.

Quindi per i soggetti a rischio Insufficienza Venosa Cronica diventa necessario rivolgersi al proprio medico curante, per poter valutare se esistano i presupposti per rivolgersi ad uno specialista in Chirurgia Vascolare, che possa indicare i necessari esami clinici di approfondimento e per iniziare subito un adeguato trattamento.

Insufficienza Venosa Cronica: quali sono i disturbi alle gambe?

Restare molto tempo in piedi e risentire di una certa pesantezza alle gambe, potrebbe sembrare un disturbo di poco conto, specialmente quando fa più caldo; invece, se il malessere si verifica con una certa frequenza è proprio quella la spia di qualcosa che non va. Se a questo si associa la dilatazione delle vene superficiali e l’accentuarsi verso sera, della pesantezza alle gambe e di un preoccupante gonfiore alle caviglie, allora è proprio segno che è in atto, una Insufficienza Venosa Cronica alle gambe.

Insufficienza Venosa Cronica: è una malattia pericolosa?

Se la pericolosità è riferita al rischio della vita, no non è così.
Ma se facciamo riferimento ad un netto e deciso peggioramento della qualità della vita, si.

La IVC specie quando si presenta con le complicanze delle ulcere da stasi cronica, modifica completamente la vita dei pazienti, perché le ulcere da stasi sono di solito dolorose e di difficile guarigione, necessitano di continue medicazioni ed una volta guarite, tendono a riformarsi. Ed infine come ovvia conseguenza, limitano molto l’autonomia personale dei pazienti, impedendo la capacità di camminare.

Ecco perché è bene che in presenza dei primi sintomi ci si rivolga ad un medico di famiglia per un parere ed eventualmente ad uno specialista in Chirurgia Vascolare.

Spesso basta solo l’evidenza dei sintomi: gonfiore alle caviglie, cambiamento di colore della pelle, comparsa di macchie scure, la storia familiare ed al limite la presenza di ulcere a, far sospettare al medico curante la presenza della Insufficienza Venosa Cronica. E sarà cura dello specialista suggerire un ecocolordoppler che consentirà di esaminare in modo particolarmente dettagliato, le condizioni delle vene degli arti inferiori. L’ecocolordoppler è un esame non traumatico, non invasivo simile ad una ecografia.

Insufficienza Venosa Cronica: Come si può prevenire?

La prevenzione deve essere messa in campo fin dalla giovane età, e si tratta di un’attività che non previene soltanto l’IVC. Bisogna cambiare il proprio stile di vita per correggere tutti quei fattori che hanno come rischio l’obesità, a cominciare per esempio, dalla sedentarietà e dall’eccesso o dall’errata alimentazione. Questa pratica, già salutare di per se è tanto più valida per coloro che hanno una storia di familiarità con le vene varicose o la IVC. Anche per le donne in gravidanza un eccessivo aumento di peso corporeo non è un evento positivo, indipendentemente dal fatto di riuscire, dopo il parto, a riacquistare il proprio peso normale.

Quindi, sostenere uno stile di vita sano, praticando regolarmente attività fisica, con un’alimentazione varia e bilanciata per mantenere il peso corporeo nella norma, indossando abiti confortevoli e scarpe comode è un’ottima attività di prevenzione, per evitare che con l’avanzare dell’età, si possa correre il rischio di ammalarsi di Insufficienza Venosa Cronica alle gambe.

Insufficienza Venosa Cronica: come si cura?

Anche per la cura, vale quanto detto per la prevenzione, bisogna modificare il proprio stile di vita per ridurre al minimo i rischi di obesità e di sedentarietà; camminare almeno mezz’ora al giorno in modo che i muscoli collaborino alla circolazione sanguigna, spingendo il sangue verso il cuore ed evitare il ristagno con il conseguente gonfiore nelle gambe all’altezza delle caviglie. Durante la giornata, se possibile, si possono tenere le gambe il più possibile sollevate o si possono effettuare esercizi che possano favorire l’eliminazione dei liquidi in eccesso. Questi semplici accorgimenti, se regolarmente eseguiti possono essere, per i casi meno gravi,  il principale trattamento per la cura.

Per contrastare il ristagno dei liquidi negli arti inferiori, all’altezza delle caviglie, è particolarmente utile l’uso delle calze elastiche, che debbono essere correttamente indossate per ottenere il massimo dei benefici. Nonostante l’apparente difficoltà di indossarle, una volta che sono correttamente calzate e della giusta misura, le calze elastiche sono molto efficienti ed efficaci sia nella riduzione del senso di pesantezza alle gambe, che nella riduzione del gonfiore alle caviglie. Il loro uso quotidiano, riduce sensibilmente i rischi di peggioramento delle condizioni della pelle nelle zone interessate al gonfiore ed i rischi delle ulcere croniche. Non si tratta, nel caso delle calze elastiche, di un dispositivo estetico, anzi, sono da considerarsi un vero e proprio dispositivo terapeutico che deve essere prescritto dallo specialista in Chirurgia Vascolare.

A questi provvedimenti terapeutici, lo specialista può associare l’uso di specifici integratori alimentari che collaborano alla riduzione dei disturbi causati dalla Insufficienza Venosa Cronica e di migliorare la circolazione sanguigna. In relazione alla complessità della patologia del paziente lo specialista potrà ritenere necessario ricorrere alla terapia sclerosante, iniettando nelle vene delle sostanze che ne provocano la chiusura, o ad una terapia mininvasiva ambulatoriale con l’uso del laser che sostituisce egregiamente gli interventi chirurgici.

Un ulteriore suggerimento, valido particolarmente nel periodo estivo, è quello di evitare di sottoporre le gambe a bagni molto caldi o ad una prolungata esposizione al sole, specie nelle ore più calde della giornata; per godere dell’aspetto abbronzato delle gambe e dei benefici del sole, ci si potrà abbronzare nelle ore più fresche, mantenendo le gambe fresche con continui spruzzi di acqua fresca.

Se per tutti valgono i suggerimenti di porre attenzione ad evitare traumi e lesioni alle gambe ed a curare con attenzione l’igiene degli arti inferiori, per i soggetti affetti da Insufficienza Venosa Cronica, sono da considerare come una vera e propria prescrizione. In presenza di piccole ferite alla pelle delle gambe o dei piedi, è necessario sottoporle ad un esame del medico. Per la pulizia e l’igiene della pelle, si dovranno utilizzare detergenti neutri e al termine del lavaggio bisognerà asciugare con cura la parte.  Qualora nonostante tutto, la pelle delle gambe tendesse comunque a diventare secca, sottile, screpolata, è opportuno, a sera dopo il bagno o la doccia, applicare una crema emolliente e rinfrescante.

Luca Scaramuzzino è laureato in medicina e chirurgia presso il Campus Bio-Medico di Roma (2016), dove è stato interno per due anni nell'unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva ed ha svolto la tesi sul trattamento delle ulcere. Ha partecipato a numerosi corsi, di scleroterapia e medicina estetica. Attualmente affianca il padre nel suo lavoro di flebologo e con lui condivide numerose passioni tra le quali la fotografia. Ha partecipato alla realizzazione del libro “Alla gente del Mali” (2012) e all'omonima esposizione presso il P.A.N. di Napoli.

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