Estate: come difenderci dai malori legati al gran caldo

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Gambe in Gamba Magazine: estate, come difenderci dai malori legati al gran caldo

Le temperature salgono e il rischio di malori aumenta

L’allarme dei medici riguarda tanto i grandi quanto i più piccoli, perché ormai il sole non è più quello di una volta. Al di là di ciò che è ovvio, vale a dire che bisognerebbe evitare di uscire nelle ore più calde, esistono alcuni piccoli consigli che possono tenerci al riparo e consentirci di affrontare al meglio il solleone. La prima regola è idratarsi. Ad esempio aggiungere succo di limone e menta fresca all’acqua serve a reintegrare i sali minerali.

Per rinfrescarsi (con l’effetto combinato di combattere al tempo stesso la cellulite), è utile un drink drenante all’anguria e menta: per 2 persone basta frullare 400 grammi di anguria, il succo di un limone, 5-6 foglioline di menta fresca e 200 ml di acqua. Poi, indumenti freschi. Meglio evitare abiti in fibre sintetiche, poliestere e nylon e prediligere abiti in cotone e lino, ma anche la viscosa, che lasciano traspirare meglio la pelle e non fanno aumentare la temperatura corporea.

Il miglior modo per proteggere la testa è quello di bagnare un cappello di cotone con la tesa rigida che deve essere indossato quando si fanno camminate sotto il sole o se ci si espone in spiaggia. Regola numero tre: mangiare poco e spesso. È bene non abbuffarsi perché la digestione diventa impegnativa e quindi richiama più sangue all’interno dell’apparato digerente privandone gli altri organi.

Per i più piccoli, infine, evitare di esporli al sole e fargli praticare attività fisica o sportiva nelle ore più calde. Bisogna invece bagnargli spesso la testa e rinfrescare tutto il corpo, senza dimenticare di aumentare l’apporto di acqua per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione. E a tavola, tanta frutta e verdura.

Luca Scaramuzzino è laureato in medicina e chirurgia presso il Campus Bio-Medico di Roma (2016), dove è stato interno per due anni nell'unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva ed ha svolto la tesi sul trattamento delle ulcere. Ha partecipato a numerosi corsi, di scleroterapia e medicina estetica. Attualmente affianca il padre nel suo lavoro di flebologo e con lui condivide numerose passioni tra le quali la fotografia. Ha partecipato alla realizzazione del libro “Alla gente del Mali” (2012) e all'omonima esposizione presso il P.A.N. di Napoli.

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