Disturbi del sonno: che cos’è la sindrome Sleep Texting?

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Gambe in Gamba Magazine: Sleep Texting

Avete mai mandato un messaggio a qualcuno in piena notte, magari senza poi ricordare neanche di averlo fatto?

Gli adolescenti lo fanno spesso e questo fenomeno ha anche un nome clinico: si chiama «sleep texting».

Che cos’è lo Sleep Texting?

Si tratta per l’appunto, dell’invio di messaggi mentre si sta per prendere sonno o si è ancora addormentati. E ciò che si scrive è spesso privo di senso, addirittura imbarazzante.

A svelare questo incredibile fenomeno è una ricerca condotta su 372 ragazzi dalla Villanova University, pubblicata sulla rivista Journal of American College Health. «La maggior parte dei ragazzi non aveva memoria del fatto di aver inviato messaggi o del loro contenuto – dice Elizabeth B. Dowdell, autrice dello studio – il fatto di non ricordare non è sorprendente, poiché la ricerca sul sonno ha scoperto che le persone che si svegliano dopo aver dormito per più di qualche minuto non sono in grado di ricordare i minuti prima di addormentarsi».

Lo «sleep texting» secondo gli studiosi è collegato a un sonno interrotto e ha un’influenza sulla qualità del sonno che, se insufficiente e irregolare, oltre a minare il rendimento scolastico e universitario può portare a un significativo squilibrio emotivo, affaticamento e scarsa concentrazione.

I cellulari non sono l’unico tipo di tecnologia utilizzata dagli studenti. Secondo gli studiosi andrebbero valutati con attenzione anche laptop, tablet e e-reader. Quando è stata misurata la quantità di sonno durante la settimana rispetto al week end, gli studenti con quattro o più dispositivi tecnologici in camera da letto risultavano dormire significativamente meno di quelli con tre o meno.

Luca Scaramuzzino è laureato in medicina e chirurgia presso il Campus Bio-Medico di Roma (2016), dove è stato interno per due anni nell'unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva ed ha svolto la tesi sul trattamento delle ulcere. Ha partecipato a numerosi corsi, di scleroterapia e medicina estetica. Attualmente affianca il padre nel suo lavoro di flebologo e con lui condivide numerose passioni tra le quali la fotografia. Ha partecipato alla realizzazione del libro “Alla gente del Mali” (2012) e all'omonima esposizione presso il P.A.N. di Napoli.

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