Disania: la malattia di chi non riesce a tirarsi giù dal letto

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Gambe in Gamba Magazine: disania, la malattia di chi non riesce ad alzarsi dal letto

A chi non piace restare sotto le coperte al mattino?

Diciamocelo, è normale che sia così e sarebbe strano il contrario. In alcuni casi, però, si esagera e la voglia di restare a letto può diventare un vero e proprio problema, situazioni in cui non si riesce proprio del tutto ad alzarsi. Una vera e propria malattia, chiamata disania o clinomania.

Che cos’è la disania?

«Disania è un termine usato raramente per esprimere il fatto che non si riesce a tirarsi giù dal letto al mattino», evidenzia in un articolo di Bbc Three il dottor Mark Salter, del Royal College of Psychiatrists. «È un comportamento a volte osservato in coloro che soffrono di un disturbo depressivo». La disania, che non è riconosciuta dal punto di vista medico, non si basa solo sul sentirsi più sonnolenti del solito: è un’incapacità cronica di lasciare il letto. Coloro che dicono di soffrirne possono rimanere a letto per giorni e giorni e spesso provano ansia al pensiero di alzarsi.

Possono anche sentire il desiderio impellente di tornare sotto le coperte una volta che le hanno lasciate. Secondo l’esperto è importante sapere che è improbabile che venga diagnosticata la sola disania. Di solito è considerato un sintomo di una condizione di base come la depressione o la sindrome da stanchezza cronica.

Una buona strategia per chi prova la sensazione di non volersi alzare è cambiare le proprie abitudini. Per prima cosa, cercare di regolare la quantità di sonno. Il relax è fondamentale: si può provare prima di andare a letto con un bagno o un po’ di esercizio leggero come lo yoga. No alle distrazioni come telefoni e computer, si invece all’attività sessuale.

E voi, che ne pensate?

Luca Scaramuzzino è laureato in medicina e chirurgia presso il Campus Bio-Medico di Roma (2016), dove è stato interno per due anni nell'unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva ed ha svolto la tesi sul trattamento delle ulcere. Ha partecipato a numerosi corsi, di scleroterapia e medicina estetica. Attualmente affianca il padre nel suo lavoro di flebologo e con lui condivide numerose passioni tra le quali la fotografia. Ha partecipato alla realizzazione del libro “Alla gente del Mali” (2012) e all'omonima esposizione presso il P.A.N. di Napoli.

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