Cos’è il PRP?

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Gambe in Gamba Magazine: PRP acronimo di “Platelet Rich Plasma” che sta per plasma ricco in piastrine

PRP è l’acronimo di “Platelet Rich Plasma” che sta per plasma ricco in piastrine. Si tratta di una metodica sviluppata da circa 20 anni che consiste nel prelievo, nella concentrazione e nella re-iniezione di piastrine del paziente.

Con questo metodo si sfruttano le enormi quantità di fattori rigenerativi presenti all’interno delle piastrine per potenziare la capacità rigenerativa dei tessuti.

Cosa sono le piastrine?

Le piastrine sono dei frammenti cellulari che originano da cellule (i megacaricoiti) presenti nel midollo osseo. La loro funzione principale è il controllo dell’emostasi (sanguinamenti). Al loro interno sono presenti 3 tipi di granuli che contengono fattori di controllo del sanguinamento (Fattore di Von Willenbrand, Fibrinogeno, Fattore V ecc), fattori di crescita (PDGF, TGF Beta), mediatori dell’infiammazione (istamina, serotonina ecc) ed altri enzimi (idrolasi e perossidasi).

Durante il sanguinamento si scatena un processo chiamato “aggregazione piastrinica”, ovvero le piastrine riconoscono il tessuto sub endoteliale (tessuto subito all’esterno del vaso sanguigno) e cominciano ad attaccarsi ad esso, contestualmente avviene un legame con le piastrine circostanti al fine di creare un “tappo” e bloccare il sanguinamento.

Oltre all’azione emostatica le piastrine partecipano alla rigenerazione e riparazione dei tessuti liberando fattori di crescita come TGF-beta e PDGF che stimolano la proliferazione cellulare, FGF che stimola la proliferazione dei fibroblasti, VEGF ed EGF che stimola la proliferazione endoteliale e vascolare.

Qual è la procedura del Platelet Rich Plasma?

La procedura è estremamente semplice e prevede 3 step.

Il primo step è un prelievo di sangue effettuato al momento di circa 10cc.

Il secondo consiste nelle centrifugazione del sangue in una provetta sterile a 3500 giri per 9 min. Cambiando gli additivi all’interno della provetta è possibile ottenere diversi tipi di PRP in base alle esigenze del medico.Una forma liquida che può essere re-iniettata, la forma in gel, più utilizzata nelle lesioni cutanee, permette di “poggiare” il materiale ottenuto direttamente sulla lesione. Questa metodica permette di ottenere un preparato con una concentrazione 5 volte superiore di piastrine rispetto al sangue prelevato.

Il terzo step consiste nella iniezione nella sede di destinazione. Questo può essere sottocutanea o per le zone più profonde si può usare una  guida ecografica o radiografica.

Quali sono le applicazioni del PRP?

La sua applicazione è la rigenerazione dei tessuti, in ortopedia è utilizzato per il trattamento di lesioni tendinee, muscolari o ossee. In vulnologia per la guarigione delle ulcere. Le sue applicazioni sono numerose anche nel campo della medicina estetica per il ringiovanimento della pelle, per le smagliature, le cicatrici e la rigenerazione follicolare (diradamento dei capelli).

Quali sono gli effetti collaterali e le controindicazioni?

Può essere presente  nella sede di iniezioni un lieve dolore che dura qualche giorno. Prima di ogni trattamento del Platelet Rich Plasma, viene effettuata una adeguata disinfezione per cui rischi di infezioni nella sede di inoculo sono molto bassi.

Le controindicazioni riguardano i pazienti con problemi di emostasi, con terapia in atto, in questi casi sarà necessario modificare la terapia prima del trattamento.

In pazienti con tumori è controindicato per il rischio, mai documentato ma solo sospettato, che i fattori di crescita possano favorire la crescita del tumore.

Non è necessaria nessuna preparazione prima del trattamento. Subito dopo il trattamento si consigliano alcune ore di riposo e astensione dall’attività fisica.

Luca Scaramuzzino è laureato in medicina e chirurgia presso il Campus Bio-Medico di Roma (2016), dove è stato interno per due anni nell'unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva ed ha svolto la tesi sul trattamento delle ulcere. Ha partecipato a numerosi corsi, di scleroterapia e medicina estetica. Attualmente affianca il padre nel suo lavoro di flebologo e con lui condivide numerose passioni tra le quali la fotografia. Ha partecipato alla realizzazione del libro “Alla gente del Mali” (2012) e all'omonima esposizione presso il P.A.N. di Napoli.

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