Cosa è l’Ecodoppler?

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Gambe in Gamba Magazine: Ecodoppler, esame per lo studio del sistema venoso e arterioso

Ecodoppler: esame per lo studio del sistema venoso e arterioso

L’Ecodoppler è un esame non invasivo e non doloroso che permette lo studio anatomico e funzionale del sistema venoso e arterioso. In particolare questo esame nella pratica è utilizzato soprattutto per lo studio del sistema degli arti inferiori in quanto più frequentemente soggetto ad alterazione funzionale.

Come funziona l’Ecodoppler?

Le apparecchiature moderne Ecodoppler sono dotate di molteplici modalità di funzionamento che permettono di analizzare nello specifico determinati parametri.
Il B-mode permette di studiare la morfologia delle pareti, dilatazioni, la mobilità, la presenza di trombi.
Il Color-Doppler pulsato permette di valutare tramite l’effetto “doppler” i flussi di sangue sia nel sistema venoso che arterioso e valutare la velocità, “restringimenti” del vaso, la direzione del flusso. Tramite questa metodica si possono ricercare reflussi nel sistema venoso, che sono alla base della patologia venosa, e stenosi del sistema arterioso permettendo di distinguere tra stenosi emodinamicamente significative e non.

Come si esegue l’esame Ecodoppler agli arti inferiori?

L’esame consta di due momenti, uno con paziente in clinostatismo e uno in ortostatismo.
Con il paziente disteso sul lettino, si effettua la “CUS” una compressione con la sonda sul decorso delle vene prossimali e distali, questa manovra permette di verificare il completo collasso della vena e quindi di accertarsi della sua pervietà (assenza di trombi all’interno del lume). Durante questa fase viene fatto un primo studio sull’anatomia del sistema artero-venoso e valutata la pervietà e il flusso prossimale e distale nel sistema arterioso.

Gambe in Gamba: procedura dell'esame EcodopplerIl paziente viene poi posto in ortostatismo su una pedana e si inizia lo studio funzionale vero e proprio. Viene richiesto al paziente di extraruotare a circa 90° la gamba da studiare e di fletterla leggermente. Si comincia con lo studio dell’anatomia e valutazione dei calibri nella regione inguinale. Vengono studiate il sistema profondo (femorale) e superficiale (femorale superficiale, safena con collaterali), pervietà e direzione del flusso. Vengono effettuate delle misurazioni sui calibri dei vasi e confrontati con i rilievi effettuati in clinostatismo. Viene richiesto al paziente di effettuare una manovra di Valsalva o di soffiare in una cannuccia. Queste due manovre fanno si che l’aumento di pressione nel torace sposti il sangue dall’alto verso il basso. In un paziente sano la presenza di un sistema valvolare competente impedisce al sangue di scendere verso il basso, viceversa un paziente con una insufficienza del sistema valvolare presenterà un reflusso rilevabile al color-doppler. Se viene identificata una incontinenza lo studio continua per identificare il “punto di fuga”, ovvero il punto il cui il sangue scende piuttosto che risalire, e il “punto di rientro” dove il sangue torna nel sistema profondo per essere riportato in alto.

Al paziente viene poi chiesto di mettersi di spalle e con gamba a 0° di flettere leggermente il ginocchio per permette lo studio del sistema venoso, profondo (poplitea) e superficiale (safena esterna, gemellari ecc) della gamba. Anche in questo caso si valutano i calibri e vengono effettuate delle manovre di attivazione che permettono di studiare “la tenuta” del sistema valvolare. Le manovre sono la compressione dei polpacci e la manovra di Paranà. Queste due attivano passivamente e attivamente la pompa muscolare del piede e del polpaccio e spostano il sangue dal basso verso l’alto, se il sangue successivamente refluisce verso il basso si è in presenza di una situazione patologica che va approfondita come si è fatto per la coscia.

L’esame termina con una compilazione di un referto nel quale si riportano i dati evidenziati dall’esame e, nel caso di alterazioni patologiche, le possibili strategie terapeutiche.

Quanto dura l’esame Ecodoppler agli arti inferiori?

L’esame ha una durata variabile da 20 minuti a più di 45 in caso di situazioni complesse nelle quali bisogna analizzare a fondo il sistema venoso incontinente per poter offrire la miglior strategia terapeutica.

È necessaria una preparazione prima dell’esame?

Non è richiesta nessuna preparazione prima dell’esame. Il paziente può mangiare regolarmente prima e dopo l’esame e può assumere la sua normale terapia farmacologica.

Ci sono controindicazioni all’esame Ecodoppler?

Non ci sono controindicazioni di nessun tipo in quanto è un esame non invasivo, esente da qualsiasi complicanza e può essere effettuato in qualsiasi momento.

Dopo l’esame cosa mi aspetta?

Nei pazienti che non presentano nessuna alterazione anatomo-funzionale il consiglio è quello di effettuare dei controlli periodici o di rivolgersi nuovamente al medico in caso di comparsa di una sintomatologia.

Nei pazienti che invece presentano una alterazione del sistema viene stabilito un piano terapeutico in accordo con il medico.

Luca Scaramuzzino è laureato in medicina e chirurgia presso il Campus Bio-Medico di Roma (2016), dove è stato interno per due anni nell'unità operativa di chirurgia plastica e ricostruttiva ed ha svolto la tesi sul trattamento delle ulcere. Ha partecipato a numerosi corsi, di scleroterapia e medicina estetica. Attualmente affianca il padre nel suo lavoro di flebologo e con lui condivide numerose passioni tra le quali la fotografia. Ha partecipato alla realizzazione del libro “Alla gente del Mali” (2012) e all'omonima esposizione presso il P.A.N. di Napoli.

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